spazio ospiti V.I.P nel mio salotto, primo ospite d'onore Andy Luotto:
Per l'occasione buffet tirolese con assaggini di pasta frolla alle mele con minuscoli frammenti di cioccolata bianca, vin brule'.
Intervista ad Andy Luotto, Andrea Pomini degli Encore Fou, un ragazzo molto affascinante e pieno di ammiratrici...ragazze se siete in cerca di un buon partito dal sangue tirolese, tirato su a pane nutella...fatevi sotto!!! (Andrea, suvvia dovevo mettere una frase che facesse un po' "salotto, altro che marta marzotto")
1) Encore Fou? Ancora folle a causa di chi o cosa?
A causa di nulla in particolare. Non la vedo tanto come una conseguenza, quanto come un modo di porsi nei confronti della vita. Il nome è preso dalla cassetta di un corso di francese, dove un signore anziano diceva “perché sono ancora folle alla mia età”. E io fra due mesi compio 30 anni…
2) “Il numero 11” (numero nefasto della lotta e dell'opposizione) e' il titolo del vostro album. Visti i fatti incresciosi dell'11 settembre, di questo numero se ne e' parlato molto...
11 settembre, 11/9, 1+1+9=11. L’11 settembre è il 254° giorno dell’anno, 2+5+4=11. A partire dall’11 settembre restano 111 giorni prima della fine dell’anno. La figura delle due torri gemelle, appaiate, sembra un 11. Uno dei voli dirottati contro le torri era il numero 11. New York è lo stato numero 11 degli Usa. “New York City” ha 11 lettere. Idem per Afghanistan e The Pentagon. Il volo numero 11 aveva a bordo 92 persone, 9+2=11. Il volo numero 77 (uno degli altri aerei dirottati) aveva a bordo 65 persone, 6+5=11. Il nome di Nostradamus (che aveva scritto di un attacco contro “la città più nuova” durante il quale sarebbero crollate “le torri più alte”) è composto da 11 lettere. Quante cazzate, scusate.
3) Sono rimasta veramente colpita dal testo, quasi ermetico, di "Crocifisso in Sala mensa", so che l'hai scritto tu…
“Sorridi impaurito oggi/sarai come me dopodomani/io sarò già altrove”. Può essere considerato un classico testo punk noi-contro-loro. Forse parla di chi rideva quando mi decoloravo i capelli, per trovarsi a girare qualche anno dopo con capelli, baffi e pizzetto decolorati. Forse parla del muoversi sempre, del cercare sempre cose che non si conoscono, del non essere definibili in alcun modo.
4) Nella canzone "Due grammi di rivoluzione" si dice "La rivoluzione e' morta nella bocca colma di retorica di chi la vuole sproloquio, vanteria, non fatto". Ti senti circondato da persone che parlano di cambiamento e rivoluzione con discorsi ben confezionati ma non passano mai ai fatti?
Dovresti chiedere a Gianpaolo, che ha scritto il testo (in ogni caso,
rispondo alle domande riguardanti Encore Fou a titolo personale, come 1/5
della band). Penso comunque che si riferisca a quello che dici tu, forse
anche con qualche riferimento alle droghe, ma non ne sono sicurissimo.
Diciamo che non mi sento esattamente “circondato” da questo tipo di persone,
che cerco piuttosto di non frequentare. E approvo il testo al 100%. Più in
generale, prendendo ad esempio la scena punk, penso che scrivere testi ³che
parlano di cambiamento e rivoluzione con discorsi ben confezionati² sia
molto facile, sapendo già in anticipo che a batterti le mani saranno sempre
gli stessi 50 che quelle cose le sanno già e non vedono l¹ora di sentirsele
ripetere per l’ennesima volta, magari mentre ti rompono i coglioni perché
non vendi il tuo cd a 10000 lire e non fai entrare sei persone con 10000
lire al concerto di un gruppo che viene dall’altro capo del mondo. Se certe
cose le fai veramente, poi, non penso tu senta il bisogno di scriverci sopra
degli slogan da cantare. Sai, molto spesso il fare punk in un modo molto
definibile e codificato è una scelta “estetica” in senso lato, un’adesione a
criteri già scritti, nostalgia. Io non voglio nulla di tutto questo, non
voglio essere definibile in alcun modo. E non voglio che i testi che canto
siano diversi dalla vita che vivo. Non canto, comunque. Suono il basso.
5) BelliCosi, compagni di strada e di merende?
Innanzitutto dei modelli per noi e per ogni giovane gruppo rock come noi. Andare a suonare con loro è esperienza pura, in ogni momento c’è qualcosa da imparare. Per vederli dal vivo ho anche fatto 130 km ad andare e 130 km a tornare, sconfinando in Liguria alle 3 di notte e passando per località che nemmeno sospettavo esistessero. Ma Felice travestito da black block che scaglia una molotov fatta con fazzoletto di carta e bottiglietta di plastica dell’acqua minerale contro la giuria che non li ha premiati vale il sacrificio. Lo slogan, alla fine, è uno: SOLO BELLICOSI!
6) Parlami un po' del progetto Love Boat e toglimi una curiosità: com'è nato il business delle spilline?
Love Boat nasce per produrre cose che mi piacciono fatte da miei amici. Non ha una direzione sonora predefinita né limiti di azione, penso che l’elenco delle uscite renda l’idea e spero che la renda sempre di più. Il numero 10 del catalogo sarà un 7” split con Giardini Di Mirò e Deep End, in uscita all’inizio del 2002. Poi ci sono un po’ di idee più o meno definite che per il momento tengo scaramanticamente per me. Da circa un anno Love Boat è autosufficiente: faccio uscire dischi da solo senza bisogno di coproduzioni e li pago grazie agli introiti del mailorder e soprattutto delle spille. Tutto è nato come idea a un concerto dei Locust a Los Angeles nel 1997 (non voglio fare il figo, è andata proprio così… e poi i Jenny Piccolo avevano spaccato tutto molto più dei Locust), quando uno di loro mi diede un flier della sua “ditta” di spille. Ho realizzato che in Italia non lo stava facendo nessuno e ho detto “voglio farlo io”. Nel 1999 (l’ho presa con calma…) si è concretizzato il tutto, ho cominciato andando alla cieca con pochissimi contatti a cui chiedere dritte, facendo un po’ di cazzate e stabilizzandomi strada facendo, ed eccomi qua. Con un secondo lavoro che mi succhia l’altra metà della giornata quando potrei stare al bar a leggere la Gazzetta dello Sport, a casa a leggere James Ellroy o a scrivere, in giro a comprare dischi o al cinema.
7) Andrea: da un lato emo screaming molto sofferto... ma allo stesso tempo dj di funky dalle good and fun vibrations...
Guarda, io ascolto musica di ogni genere da sempre. Ho cominciato con Franco Battiato, poi gli U2, poi il punk e il reggae, poi tutto il resto. Tengo particolarmente al concetto di musica “vera” (da qui il mio “nome d’arte” Sound Verite quando faccio il dj, rubato ai meravigliosi Make Up), e non ci posso far niente se trovo “vera” moltissima musica nera degli anni ’60 e ’70 e pochissima musica attuale. Il reggae per esempio, la musica più potente e ribelle a cui posso pensare, altro che punk! Ma non il reggae da cartolina a cui tutti pensano quando ne parlo. Il reggae che intendo io ti fa venire voglia di bruciare le città, non di fare festa su una spiaggia! Con questo non voglio dire che ascolto solo musica del passato, ci mancherebbe. Compro ed ascolto anche hip-hop, elettronica, hardcore, post-hardcore, indie e tutto quello che mi capita. Suono della musica che in realtà ascolto sempre meno, ma suonarla è una delle cose più belle che posso fare. La testa e il cuore mi restano sempre nello stesso posto, anche se invece dei singoli sagomati dei Locust preferisco comprare una raccolta di funk di New Orleans o il nuovo Groove Armada.
Sinceramente, mi fanno un po’ paura quelli che nelle loro playlist mettono sempre e solo gruppi hardcore (così come quelli che per fare i “cresciuti” non ne mettono nemmeno uno, per carità). Ricordo a memoria un’intervista ad un gruppo hc italiano, con uno dei tipi che diceva “Sono musicalmente aperto, ascolto un po’ di tutto. Ho iniziato ascoltando death, grindcore, metal… oggi ascolto esclusivamente i gruppi della scena, amo particolarmente la vecchia scuola anni ’80, l’old school italiano”. Musicalmente aperto?!?!?! Ma se hai appena citato l’1%% della musica prodotta nel mondo!!!! Cazzo, mi sembri il gestore del Bob’s Country Bunker in “Blues Brothers” quando dice “Qui facciamo tutti e due i generi, country e western”.
8) Al festival “Musica nelle valli”, nel campeggio vi siete costruiti un rifugio da vere giovani marmotte con rami e fonde... ma chi e' l'architetto del gruppo?
Beh, vedo che il capanno ha avuto un successone! Fu un’iniziativa di stampo situazionista-isolazionista-autocostruzionista-feelgood capitanata da Gianpaolo, che architetto lo sta diventando sul serio tra l’altro. Oltre ad essere già da tempo maestro della chitarra canadese e gran sensei della vida loca.
9) Serata tipo a Torino... i locali che mi consigli... i CPO ecc.
Guarda, non sono un tipo che esce moltissimo. Stare in casa mi piace e di cose da fare ne ho fin troppe. In ogni caso, per l’aperitivo consiglio il Diwan Cafè, a due passi da casa mia in the ghetto, oppure Roberto in via Po o il Caffè Rossini in via Rossini. Ottimi vini e vettovaglie in abbondanza.
La gelateria top è Siculo di via San Quintino, che di recente ha introdotto un sistema di prenotazione numerica come nei supermarket perché ci va troppa gente. Piazza d’onore, ma qui molti avrebbero da obiettare, per Mastro Gelataio di via Nizza, dove spicca uno spettacolare variegato alla Nutella praticamente solido e dove un pomeriggio ho visto Gigi D’Agostino e stavo per cadere dalla bici per l’emozione e per il gelato nella mano destra.
Per la musica, ovviamente El Paso, occupato da 14 anni e da 14 anni unico posto a Torino (locali compresi) che organizza concerti validi con continuità. Ultimamente abbiamo preso ad organizzare concerti alla Rrosalia, una casa occupata piccina in centro, ed è un ottimo posto. Poi c’è l’Askatasuna, centro sociale che organizza valide serate con sound system reggae da tutta Italia. Ogni tanto c’è qualche concerto figo anche al Gabrio, un altro centro sociale. L’ultima volta che ci sono andato i One Dimensional Man hanno fatto il delirio. Serate danzanti le puoi trovare anche all’Alcova o al Barocchio.
Locali che fanno concerti, anche se con poca continuità e nessun criterio apparente nella programmazione, sono il pessimo Barrumba (di recente Melvins, Lydia Lunch, Man Or Astro-Man?) e l’Hiroshima Mon Amour (Karate, Blonde Redhead).
Per la vita notturna, d’estate detta legge l’Imbarchino, proprio sul fiume all’interno del Parco del Valentino. D’inverno c’è “Explosiva”, una delle serate house più famose d’Italia inaugurata la settimana scorsa e già “testata” positivamente dal noto viveur Fabietto Battistetti. Poi… boh.
10) Da un recente sondaggio sei stato definito "l'uomo piu' corteggiato della scena torinese", come ti senti in questo ruolo da "fichissimo" Arturo Fonzarelli?
Intanto dimmi chi ha fatto questo sondaggio, perché o le mie corteggiatrici usano tattiche molto discrete
oppure è una bufala bella e buona! Quindi non è che mi senta molto addosso questo ruolo da tombeur des femmes, anche se indubbiamente la maturità, il carisma e l’intelligenza col passare del tempo cominciano a compensare per il mio aspetto fisico non esattamente da Nico Vascellari o Gianpaolo Ducly. Fichissimo lo sono stato per autodefinizione tra il 1993 ed il 1995, ora non lo sono più.
11) Fatti una domanda e rispondi.
Che film vado a vedere stasera che è lunedì e il cinema costa 8000 lire? Mah, penso il nuovo di Woody Allen.
Andrea Pomini
Casella Postale 215
10064 Pinerolo (Torino)
loveboat@libero.it
Love Boat Records & Buttons: http://stop.at/loveboat
Encore Fou: http://stop.at/encorefou